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Emiliano Allegrezza

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Chiesa di Santa Maria della Scala

Siete in dubbio sulla scelta della Chiesa per il giorno del vostro matrimonio?
Niente paura, di certo a Roma c’è solamente l’imbarazzo della scelta..

Vi proponiamo un elenco delle chiese più belle di Roma.

Il Mausoleo di Santa Costanza

Situata in zona Nomentana, costruito tra il 340 e il 345, la sua pianta circolare permette a tutti gli invitati di raccogliersi intorno alla coppia e di godere appieno della cerimonia.
L’interno è quanto di più suggestivo i futuri sposi possano chiedere.
L’atmosfera è estremamente intima e raccolta!

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San Pietro in Montorio

La Chiesa si affaccia su Roma dal colle del Gianicolo.
Maestosa e caratteristica per la scala che conduce all’ingresso è una location perfetta e l’adiacente tempio del Bramante: romantico!

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È una delle chiese più antiche della città ed è la location ideale per chi ricerca per il proprio matrimonio uno stile reffinato e sofisticato.
È situata in una zona tranquilla, al di fuori dei quartieri più trafficati e caotici.
La pianta interna è a tre navate e la particolarità sono le colonne, tutte realizzate con un marmo di tipo differente.
-> guarda un matrimonio a S Pietro in Montorio

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Chiesa Santa Maria della Scala

La chiesa di Santa Maria della Scala è un luogo di culto cattolico di Roma,

situato nel rione Trastevere in piazza della Scala.

Costruita a cavallo del XVI e XVII secolo, su di essa insistono le omonime diaconia e rettoria affidata all’ordine dei carmelitani scalzi.

La chiesa a Roma fu costruita nel 1593-1610 per contenere l’icona della Madonna della Scala,

conservata nel braccio settentrionale del transetto, assieme ad una statua di san Giovanni della Croce.

La tradizione afferma che nel 1592 questa icona, posta sulla scala di una casa vicina, avrebbe miracolosamente guarito un bambino deforme dopo le preghiere della di lui madre.

Il papa Clemente VIII affidò il progetto a Francesco Cipriani da Volterra, che morì tuttavia un anno dopo.

Nel 1664 papa Alessandro VII elevò la chiesa a diaconia cardinalizia.

Chiesa di Santa Maria della Scala

Chiesa di Santa Maria della Scala

Nel 1849 durante la Repubblica Romana la chiesa fu adibita ad ospedale: tra i vari patrioti che vi troveranno la morte c’era anche Andrea Aguyar, il “moro di Garibaldi”.

La facciata di Santa Maria delle Scala presenta due ordini di paraste raccordate da volute ed è realizzata in travertino fino all’altezza delle nicchie laterali.

Al di sopra del portale, a cui si accede da una gradinata, una nicchia ospita la statua della Madonna con Bambino scolpita da Francesco di Cusart.

All’interno la chiesa romana ha pianta a croce latina, con un’unica navata affiancata da tre cappelle per lato.

Il pavimento, ricco di lapidi sepolcrali, si presenta nel rifacimento compiuto nel 1739.

In controfacciata, la bussola e le due cantorie lignee barocche sono di Giuseppe Panini;

L’altare maggiore, dedicato al Salvatore, risale al 1650; progettato da Carlo Rainaldi,

è sormontato da un baldacchino a tempietto sorretto da sedici colonne corinzie in alabastro a pecorella e listate di bronzo dorato,

e decorato tra quattro statuine di apostoli in terracotta dipinte ad imitazione del bronzo.

Al centro conserva un Agnello dell’Apocalisse in bronzo dorato.

Chiesa di Santa Maria della Scala

Chiesa di Santa Maria della Scala

L’altare fu riconsacrato nel 1725 da papa Benedetto XIV.

Come pala d’altare è presente una Madonna del Carmine di Giuseppe Peroni datata al 1737.

Il coro, la navata e il braccio settentrionale del transetto sono decorati con pitture che riproducono delle modanature, mentre il transetto meridionale è decorato con vere modanature in stucco.

Chiesa di Santa Maria della Scala

Chiesa di Santa Maria della Scala

Il profondo coro è chiuso sul fondo da un’abside, e ospita le tele del Battesimo di Cristo e delle Nozze di Cana a destra,

e quelle dell’Ultima Cena e dell’Ascensione di Cristo sul lato opposto;

al centro dell’abside si trova un dipinto del Cavalier d’Arpino, Regina Coeli con Bambino.

Il catino absidale è affrescato con un Redentore in trono con la Vergine e i santi.

Subito dopo l’altare maggiore vi è la sacrestia sulle cui pareti si addossano statuette in cartapesta dei dodici apostoli realizzate dopo che le originali in bronzo furono trafugate nel periodo napoleonico.

Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

La vicina Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, e la più famosa Santa Sabina,
ultimamente sono molto di tendenza poichè tutte e tre godono della vicinanza con il giardino degli Aranci da cui si può godere di una meravigliosa vista su Roma.
Essendo molto belle e suggestive, queste chiese sono tra le più richieste e, pertanto, c’è il rischio di non trovarle libere per la data prefissata!
-> guarda un matrimonio alla Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

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Santa Cecilia in Trastevere

Chiesa molto suggestiva perchè nascosta tra i vicoletti del famoso e popolare quartiere di Trastevere.
La sua caratteristica è quella di avere un cortile interno molto grande e di rimanere nascosta dagli sguardi indiscreti.
È il posto giusto per chi ama l’intimità pur rimanendo in pieno centro storico.

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La Basilica di Santa Francesca Romana

Tra il Colosseo e i Fori imperiali e il tempio di Venere e Roma.
Francesca Romana è la santa degli automobilisti è tradizione che il 9 marzo si facciano benedire gli autoveicoli sul piazzale esterno della Basilica.
Adatta a chi ama: il Foro Romano, le leggende e le auto.
-> guarda un matrimonio alla Basilica Santa Francesca Romana

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La Chiesa di San Giorgio al Velabro

La chiesa si trova infatti a due passi da Piazza Bocca della Verità,
la parte antistante la basilica non si affaccia su strade trafficate ma su una piazza, piccola e raccolta, un angolo di paradiso fuori dal mondo.
Adatta a chi cerca un ambiente accogliente e non troppo dispersivo e vogliono circondarsi di una rara e antica bellezza.
Inoltre la Chiesa di San Giorgio è sopravvissuta all’attentato del 1993, quando una bomba esplodendo le rovinò la facciata.
Adatta agli sposi che credono nei simboli e che vedono il loro matrimoni un legame che nemmeno una bomba farà mai saltare in aria.

San_Giorgio_al_Velabro

La Basilica di Santa Maria in Aracaeli

È sul colle Campidoglio,
per raggiungerla si deve percorrere una scalinata ripidissima, spauracchio della sposa e di tutte le invitate,
ma raggiunta la vetta si avrà una vista spettacolare di Roma, adatta per il successive servizio fotografico.

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San Luigi dei Francesi

Se amate l’atmosfera bohèmienne di Piazza Navona allora questa è la chiesa adatta, per celebrare il vostro matrimonio, uscire e camminare fino al Pantheon.
L’edificio è raffinato e decorato minuziosamente e vi consentirà di raggiungere a piedi monumenti mozzafiato e immortalarli nelle tue foto.

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Santi Nereo e Achilleo

Sorge nel rione Celio, a poca distanza dalle Terme di Caracalla.
La bellezza degli interni e la particolare atmosfera che la pervade, ne fanno un luogo preferito dai giovani sposi per la celebrazione del loro matrimonio.
Seppur vicinissima alle imponenti e suggestive Terme di Caracalla, rimane quasi nascosta ed isolata, immersa nel verde di pini, elci e cipressi;
un luogo ideale per scattare foto meravigliose.

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Basilica di San Giovanni e Paolo al Celio

Questa Basilica imponente venne costruita nel 398,
una struttura maestosa e imponente con tre navate che caratterizzano il suo interno.
Chiamata anche Chiesa dei Lampadari, molto richiesta dagli sposi!
-> guarda un matrimonio alla Basilica di S Giovanni e Paolo al Celio

Chiesa di San Giovanni a Porta Latina

guarda un matrimonio nella chiesa di san Giovanni a Porta Latina

La chiesa di San Giovanni a Porta Latina è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato lungo l’omonima via nei pressi delle mura aureliane e di porta Latina, all’estremità meridionale del rione Celio, area già detta “il disabitato”

Sorge nei pressi della chiesa di San Giovanni in Oleo che sarebbe stata edificata nel luogo in cui, secondo la tradizione, l’apostolo Giovanni sarebbe sopravvissuto alla tortura dell’olio inflittagli dall’imperatore Domiziano.
La costruzione della chiesa risale alla fine del IV secolo, ma subì restauri e ammodernamenti già nel V secolo e poi nell’VIII, nel IX, nell’XI e nel XIII secolo.

Fu fondata nel V secolo o alla fine del IV, ricostruita certamente nel 720 e restaurata nel 1191 (il 10 maggio dello stesso anno venne dedicata da papa Celestino II), con l’aggiunta di un nuovo bel campanile a sei ordini di trifore e di un nuovo ciclo di affreschi con ben 46 scene bibliche sia vetero che neotestamentarie. L’importante ciclo, recentemente restaurato, rappresenta, insieme al salone gotico nel Monastero dei Santi Quattro Coronati, uno degli esempi maggiori di pittura medioevale nella Capitale realizzati precedentemente all’importante periodo del Cavallini e della sua Scuola Romana. Tra il XVI e il XVII secolo fu arricchita da un nuovo affresco absidale su cartone del Cavalier d’Arpino. Nel 1517 papa Leone X la elevò a titolo cardinalizio.

Verso il 1578 un gruppo di portoghesi vi fondò una sorta di confraternita, e usava questa chiesa (all’epoca in stato di quasi abbandono, con il titolo lungamente vacante, per essere stata praticamente espropriata del proprio patrimonio dall’arcibasilica di San Giovanni in Laterano) per celebrare i propri riti.

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

Secondo una versione si trattava di marranos rifugiati in Italia, secondo un’altra di omosessuali che celebravano propri matrimoni. Quel che è certo è che per questa storia furono eseguite, a Porta Latina, non meno di sette condanne a morte per rogo come riportano Ludwig von Pastor, nella Storia dei Papi e Michel de Montaigne nel suo Journal de Voyage en Italie par la Suisse et l’Allemagne.

Un ulteriore rifacimento, che la riportò alle antiche caratteristiche medievali, si ebbe nel 1940-41, quando la chiesa fu assegnata ai Rosminiani,

che oggi nel plesso conventuale adiacente hanno la curia generalizia dove risiede il moderatore generale della congregazione e lo studentato internazionale.

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

Il portico medioevale e le navate della chiesa sono sostenuti da colonne di spoglio appartenenti, secondo la leggenda, ad un tempio di Diana, parzialmente spogliate a favore del Laterano alla fine del XVIII secolo.

Nella chiesa si trova un organo a canne a trasmissione elettrica e 11 registri costruito nel 1940 dalla ditta Balbiani Vegezzi-Bossi.

La Basilica è affidata alla cura pastorale
dell’Istituto della Carità (Padri Rosminiani)
del Collegio Missionario Antonio Rosmini.

Il Rettore della Basilica è p. Geoffrey Feldman

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

basilica san Giovanni porta latina

La Basilica è aperta ogni giorno dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
Vi si possono celebrare Anniversari di Matrimonio,
Messe di Suffragio, Funerali ed altre Funzioni.
In caso di bisogno, prendere contatto con il Rettore della Basilica:  p. Geoffrey Feldman.

Indirizzo: Via Di Porta Latina 17, Roma 00179
Fax e Telefono: 06.70475938    E-Mail: portalatina17@gmail.com

Abbazia di Sant’Andrea in Flumine

L’Abbazia di Sant’Andrea in Flumine è un complesso monumentale che ospitò un monastero benedettino,

situato nel territorio del comune di Ponzano Romano.

abbazia sant'andrea in flumine

abbazia sant’andrea in flumine

Abbazia di Sant’Andrea in Flumine, complesso monastico
il complesso monastico di Sant’Andrea in Flumine, la cui origine è incerta,

sorge su preesistenze di epoca romana, come ben testimoniano i resti di strutture murarie in opus reticolarum e i pavimenti a mosaico riferibili ad una villa.

Originariamente dedicato ai santi Pietro, Benedetto e Andrea,

il monastero ha conservato solo il nome di “Sant’Andrea”.

abbazia sant'andrea in flumine

abbazia sant’andrea in flumine

La denominazione in flumine è un chiaro riferimento topografico al vicino Tevere.
La chiesa abbaziale, secondo il Chronicon (972 – 1000) di Benedetto, monaco di San Silvestro di Soratte,

venne fondata per volontà della nobile Galla, figlia di Quinto Aurelio Memmio Simmaco († 525/526),

senatore romano e consigliere di Teodorico,

la quale prima si ritirò sul monte Soratte quindi fece edificare una chiesa dedicata a Sant’Andrea in agro Ponziani (V secolo).
Il primo documento, che cita per la prima vota il monastero,

è una lettera conservata nel Codice carolingio con cui papa Paolo I, nel 762, lo donava a Pipino il Breve, re dei Franchi, insieme al cenobio di San Silvestro al Soratte.

Sicuramente, dall’VIII secolo i benedettini avviarono un’opera di rinnovamento e valorizzazione del territorio agricolo, rendendo il loro insediamento, in posizione strategica, un punto di riferimento produttivo agevolato dalla presenza di uno scalo fluviale – ora totalmente inagibile – che fece del sito un importante snodo per il controllo dei traffici con la città di Roma.
Nel IX secolo, Sant’Andrea era uno delle abbazie imperiali insieme a Santa Maria di Farfa, San Salvatore Maggiore di Rieti e Montecassino.

Nel IX secolo il monastero subì forti danni in seguito alle incursioni saracene e, successivamente, nel 946, fu fortificato con la costruzione delle mura di cinta e di tre torri di difesa, ad opera di Alberico II, una delle quali fu trasformata, all’inizio del XIII secolo, in torre campanaria; il tracciato delle mura è ancora visibile.
Nel 1074, il complesso monastico, insieme ad altre chiese, cenobi, castelli e borghi, divenne proprietà dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura di Roma, a cui tornò dopo un periodo di tempo dal 1285 al 1443, durante il quale fu amministrata da abati commendatari.
Dal 1546 fu di nuovo sottoposta al regime della commenda dei Farnese, finché, dopo un nuovo periodo di autonomia nel XVII secolo, iniziò una fase irreversibile di profonda crisi economica e spirituale del monastero.
Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, a seguito della soppressione di alcuni ordini religiosi e monasteri, l’abbazia divenne fattoria: il degrado e l’incuria provocarono il crollo delle volte di vari ambienti del cenobio, in parte adibiti a stalla.

L’interno romanico, a pianta basilicale, è diviso in tre navate, con terminazione triabsidata, ed è coperto da un tetto a capriate.

La pianta dell’edificio risulta irregolare a seguito di un crollo delle prime quattro campate della navata destra, tra il 1546 ed il 1662, ed al conseguente sovrapporsi alla facciata di altre costruzioni posteriori, per questo motivo oggi si accede alla chiesa da una porta laterale.

abbazia sant'andrea in flumine

abbazia sant’andrea in flumine

Al centro della navata mediana si innalza un pontile-tramezzo, a tre archi con volte a crociera sorrette da colonne, che aveva lo scopo di separare il presbiterio, riservato al clero, dalla navata destinata ai fedeli.
Il presbiterio, sopraelevato, presenta un pavimento in marmo cosmatesco ed è chiuso da lastre cosmatesche; è sormontato da un ciborio con copertura ottagonale sorretta da colonnine, analogo a quello della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura di Roma e del Duomo di Anagni, datato attorno al XII secolo, in base ad un’iscrizione che reca anche i nomi degli autori: si tratta di maestro Nicola con i figli Giovanni e Guittone.
All’interno si conservano vari dipinti murali, ad affresco, databili dal VIII al XVI secolo, fra i quali si notano:
nel catino absidale, Resurrezione di Gesù Cristo;
nell’arco trionfale, Gesù Cristo crocifisso tra la Madonna e san Giovanni apostolo.

 

 

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